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Pinerolo Indialogo

Maggio 2014


Dialogo tra generazioni
 
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 Lettere a... 

Lettera a... 
Un "artista poliedrico"

 


di Cristiano Roasio

 

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.5 -Maggio 2014

    L’abusata locuzione "artista poliedrico" parrebbe un eufemismo di fronte alla smisurata serie di attività che contraddistingue l’operato di quella sorta di Leonardo post-moderno che è David Lynch: regista, attore, produttore, montatore, scenografo, scrittore, pittore, compositore e musicista (con alcuni cd al suo attivo), fotografo per rinomate sexy scarpe francesi, e ora, come qualcuno ha potuto sentire da Fazio (Verdone sbavante di fronte al "maestro" possiamo anche dimenticarlo) propugnatore di complesse teorie esoterico-buddiste-junghiane sul subconscio energetico che ci collega tutti e raggiungibile tramite meditazione.

Molto è stato scritto sui suoi film, surreali incubi o oniriche narrazioni atemporali o semplicemente noiosissimo cinema autoreferenziale e intellettualoide. Io personalmente sono debitore al mastodontico reportage di David Foster Wallace intitolato David Lynch non perde la testa dove con la solita prolissa genialità che contraddistingue l’autore americano si arriva a considerare l’ingenuità di Lynch come punto di forza per un’analisi sconcertante della realtà quotidiana che ci circonda. Punto di partenza è la famosa serie (da me appena vista) Twin Peaks, un coacervo di stilemi ultra kitsch, una banalità enfatizzata proprio per smascherarla nella sua vacua assenza di senso, un horror-noir psicologico che ruota attorno all’omicidio di Laura Palmer, reginetta del liceo di giorno, baccante cocainomane di notte. Il punto semplice, epifanico, è: non esistono nel cinema di Lynch buoni o cattivi, salvi o dannati, ma tutti i suoi protagonisti sono materia unica di grottesca perversità e infantile innocenza perduta. Twin Peaks è un paesetto di montagna al confine col Canada, ai piedi dei monti, circa 40.000 abitanti, una comunità dove di solito non succede nulla e improvvisamente si trasforma in un circo di menzogna e tradimenti: iniziate a capire dove voglio arrivare? Arrivisti capaci di provocare incendi per ricevere premi assicurativi, malvagità astrale connaturata nelle menzogne del fidanzato alla compagna e viceversa, genitori distanti e depravati non benché ma proprio perché esseri umani e infine Bob, quella famelica sostanza di arraffamento e predominio quasi sessuale che ci controlla e nella quale ci specchiamo, dal nome così banale e comune. O ancora l’inizio magistrale di Velluto blu, tutti sorridono con quei denti spalancati bianchi puliti e belluini e si salutano con parole preconfezionate e gesti ripetuti ma nel giardino c’è un orecchio umano! C’è una loggia nera anche a Pinerolo, sento jazz soffuso ogniqualvolta vedo il singolo perseguire i suoi singoli, privati e unici desideri, vedo passeggiare doppelgänger di chi conoscevo, esplosioni di rabbia immotivate e insensati gesti di altruismo ed empatia. In questa stanza senza tempo, discostate le dense tende rosso sangue, sulle piastrelle a zig zag mi aggiro paranoico come tutti, cerco di essere cosmopolita e socialmente accettabile, parlo per frasi fatte di politica ed Europa, votare è un diritto-dovere, sputo le mie sentenze e rincorro i miei obiettivi, convinto di averne qualcuno, sputo i miei obiettivi e rincorro le mie sentenze. Sento riecheggiare lo strisciante feu camina cun me.