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Pinerolo Indialogo

Luglio 2014

Dialogo tra generazioni

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  Visibili & Invisibili


Il Gruppo Giovani Amnesty Pinerolo

Immigrati: lettera aperta a un pinerolese

di Amnesty Gruppo Giovani, Pinerolo

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.7-8 - Luglio 2014

   Egregio lettore, chi le scrive è il Gruppo Giovani di Amnesty International di Pinerolo in seguito alla sua lettera diffusa tramite vocepinerolese.it.

Leggere le sue parole ci ha colpito e ci ha fatto riflettere, per cui abbiamo pensato di risponderle con queste poche righe, sperando che abbia occasione di leggerle.

La città di Pinerolo ha accolto alcune persone provenienti dalla Sicilia grazie a un programma di cooperazione nazionale e regionale per la gestione dell’"emergenza immigrazione".

        

Noi siamo convinti e sosterremo sempre l’accoglienza delle persone, soprattutto se mossa da spirito di aiuto e collaborazione. Il nostro Sindaco, dando ospitalità a questi ragazzi, non ha affatto contribuito a bistrattare questo stivale, anzi, ha semmai dato un colpo al timone nella direzione più rispettosa dei diritti di tutti, quelli dei siciliani e quelli dei migranti che, secondo tutte le norme di diritto internazionale e la nostra Costituzione, devono poter pretendere una vita libera e dignitosa, ovunque si trovino.

Non deve necessariamente chiamarli profughi "per rispetto della personalità con cui [sta] interagendo" perché profugo, secondo il vocabolario, si riferisce a persone costrette ad abbandonare la loro terra per motivi di guerra, per ragioni di persecuzione e simili. Conosciamo poco le storie di tutti i migranti ma sappiamo ciò che li spinge a partire: è sempre lasciarsi alle spalle disperazione per trovare una vita migliore.

Il lavoro di Amnesty International è un’attività di costante pressione istituzionale e di sensibilizzazione della cittadinanza affinché Stato e istituzioni da una parte e cittadini dall’altra rispettino e accettino la dignità e i diritti di tutti, anche di coloro che sbarcano sulle coste siciliane o di Lampedusa. E questa non è retorica perché si traduce in un percorso concreto che va dal primo soccorso sanitario e alimentare, alla possibilità di avere un lavoro, di avere una casa, costruire una famiglia, mandare i propri figli a scuola...in una parola, tutto questo si traduce in integrazione.

Proprio per questo il 24 giugno, alla vigilia dell’assunzione della presidenza semestrale dell’Unione europea, Amnesty ha chiesto all’Italia di fare del rispetto dei diritti umani una guida per la politica comunitaria, una politica che sia più attenta alle persone piuttosto che alle frontiere.

Tale impegno, però, non dovrà essere un modo per scaricare addosso ad altri la questione immigrazione ma dovrà essere una chiave di svolta per tutti: facciamo dell’accoglienza un punto di forza e inclusione sociale e non un motivo di debolezza e di odio.

Noi non siamo giovani illusi e utopisti ma siamo semplicemente ragazze e ragazzi che credono e lavorano (quasi) ogni giorno per costruire un paese come lo hanno in mente: un paese in grado di includere, non di escludere, un paese che non vada alla deriva, ma che si muova dritto verso il rispetto dei Diritti Umani.

Gruppo Giovani di Pinerolo di Amnesty International