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Pinerolo Indialogo

Luglio 2014

Dialogo tra generazioni

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 Appunti di Viaggio


I nostri monti

Il lago di Valscura nell'Argentera

di Angelica Pons

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.7-8 - Luglio 2014

   

Con inizio estate le giornate son lunghe e i campi in quota in piena fioritura: si va in esplorazione nei nostri monti.

Da Cuneo a Borgo S. Dalmazzo, un breve tratto in Val Vermenagna e subito la Valle Gesso verso le Terme di Valdieri.

Coi mezzi pubblici, da Cuneo (stazione) c’è un bus al giorno dopo le 8 lun.- sab., ritorno 12,05 da giugno a settembre; solo in luglio e agosto uno in più alle 14,30, ritorno 18,15.

L’ideale è dormire a Valdieri, o nel primo rifugio, il Valasca, da cui parte il circuito del lago di Valscura.

Da dietro le terme si dipana il nastro sassoso dell’antica strada militare carrozzabile, e sale piano allontanandosi dal fiume. In meno di due ore ecco il rifugio, ristrutturato, con le due torri e le strisce ocra e porpora. La Reale casa di caccia è di savoiarda memoria. Prima di esser re dell’Italia unita, Vittorio Emanuele II amava molto i luoghi natii e promosse questa zona nel 1850 a Riserva di caccia reale. A S. Anna edificò la residenza estiva, ora terme di Valdieri, e due Case di caccia, a S. Giacomo ed in questo pianoro, il Piano del Valasco, intorno a cui il massiccio dell’Argentera crea un anfiteatro frastagliato, affascinante, disegnato da ghiacciai e cascatelle. Il re trasmise la passione al figlio Umberto I e poi al nipote: fu proprio Vittorio Emanuele III che negli Anni ‘20 reintrodusse lo stambecco nell’ecosistema. Grazie alla costituzione del Parco la ricchezza della fauna è notevole, con mufloni, camosci, stambecchi, caprioli e marmotte. Si notano le tane, ma per avvistare qualcosa bisogna recarvisi all’alba o attendere il silenzio del tramonto quando gli animali selvatici escono dalla boscaglia e si avvicinano ai ruscelli per bere.

Si prosegue al di sopra del Piano del Valasco e si procede al bivio (ben segnalato) verso destra, su un tracciato in parte ombreggiato dai larici, in parte ancora innevato. Dopo un’ora abbondante si raggiunge il Lago inferiore di Valscura (2.274 m). È possibile scollinare ma c’è neve, meglio essere attrezzati, anche se baldi giovani han risalito il pendio con la montain-bike a spalle. Da lassù si va al Rifugio Questa (1 ora); completando il circuito si scende lungo un sentiero ripido verso il pianoro.

Noi siamo tornati lungo la strada già percorsa, tra cinguettii e voli di passeri e fringuelli su pini e abeti bianchi e rossi, faggi e sorbi; tra ginepri, rododendri e rosa canina si risconoscono artemisia, genepi, tarassaco, viole balsamiche, ranuncoli gialli, boccioli di rari anemoni gialli. Si attraversa un’antica galleria poi un ponte che pare un otto volante; piantine di mirtillo promettono una succosa raccolta. Scendendo occhieggiano maggiociondoli fioriti e sambuchi odorosi; di fronte al Bar del faggio vendono miele; si riempie la borraccia d’acqua "nevissima" e si riparte.

Mauro vorrebbe affrontare il circuito dei 5 passi che collega Valdieri con Entracque. Un’altra volta, né!

* Il parco nazionale dell’Argentera (oggi delle Alpi Marittime) si è unito al parco francese du Mercantour, per proteggere fauna e cultura locale, con documento costitutivo firmato nel 1998.