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Pinerolo Indialogo

Novembre 2015


Dialogo tra generazioni

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 Tecnologie & Innovazioni 

Il materiale autoriparante

di Greta Gontero

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.11 - Novembre 2015

  Grazie ad una richiesta, inoltrata nel 2012 da un gruppo di scienziati aereospaziali al professor Duncan Wass dell’Università di Bristol, il team capitanato da quest’ultimo è riuscito a creare un materiale del tutto innovativo: la sua peculiarità? Si ripara da solo.

Infatti era stato loro richiesto di ideare un metodo per prevenire le fratture o i danni che si generano su un aereo in volo; la soluzione trovata, in realtà, non è in grado di prevenire i danni ma di ripararli in un tempo relativamente breve (poche ore).

Come funziona dunque questo "magico" materiale? Bisogna innanzitutto dire che per la sua realizzazione il gruppo di scienziati si è ispirato all’autoriparazione della pelle umana dopo lievi ferite: come l’epidermide è in grado di rigenerarsi grazie all’azione delle piastrine, così il materiale, grazie alla fuoriuscita di un liquido riparatore al momento della frattura, è capace di autorigenerarsi.

Questo avviene perché, all’interno del materiale (in fibra di carbonio), vi sono delle microsfere che rilasciano il liquido al momento del danno: quando il liquido arriva nella zona della "ferita" si indurisce grazie ad una reazione chimica e ripara così la frattura.

Ci sono due forme applicative per questo processo: il sistema a capsule, quindi comprende delle capsule di gel riparante, o quello vascolare, ovvero il più efficace tra i due per i traumi più gravi.

Questa tecnologia può essere applicata nei settori che producono materiali in fibra di carbonio, quindi il settore aereonautico, automobilistico, dell’energia eolica (per riparare le pale eoliche), dell’abbigliamento e delle attrezzature sportive.