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Pinerolo Indialogo

Novembre 2015


Dialogo tra generazioni

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 Vita internazionale 


Pier Marzocca  
Royal Melbourne Institute of Tecnology

di Alessia Moroni 

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.11 - Novembre 2015

Il professor Pier Marzocca è cresciuto a Pinerolo, dove la sua famiglia si è trasferita dalla Puglia quando lui aveva solo quindici giorni di vita. Attualmente è il direttore del Dipartimento di Ingegneria Aereospaziale presso il "Royal Melbourne Institute of Technology", in Australia. In questa intervista via Skype ci racconta la sua storia.

Qual è stata la tua formazione?
Mi sono diplomato come Geometra ed ho conseguito la Laurea in Ingegneria Aerospaziale presso il Politecnico di Torino. Ho poi continuato gli studi con un dottorato di ricerca, durante il quale sono stato in Virginia, presso la "Virginia Tech", per quattro anni. In seguito mi sono trasferito alla "Clarkson University", a Postdam, molto vicino al Canada. Lì ho continuato la mia carriera fino a diventare full professor. Da Gennaio dirigo il dipartimento di Ingegneria Aereospaziale presso il "Royal Melbourne Institute of Technology" e mi dedico sia alla ricerca che all’insegnamento. È una nuova esperienza, che mi piace molto: il gruppo con cui lavoro è molto affiatato. Inoltre coordino anche le sedi distaccate del Dipartimento, che si trovano a Singapore, Cina e Hong-Kong.

Di che cosa ti occupi per quanto riguarda la ricerca nel campo Aerospaziale?
Principalmente del controllo aerodinamico strutturale, cioè andiamo a guardare il modo in cui gli aerei volano in termini di performance e ne analizziamo i problemi. L’idea è quella di controllare la vibrazione della struttura e minimizzarla, al fine di migliorare il comfort dei passeggeri e le prestazioni di velocità. Quando ero in America mi sono dedicato anche all’ambito energetico, in particolare ho diretto il centro dove si effettuavano test per analizzare la performance di mulini eolici. Il gruppo di ricerca in cui lavoro attualmente è molto forte nel campo strutturale aereodinamico, ed è entusiasmante lavorare per un centro così bello e prestigioso in Australia.

Qual è stato il lavoro più significativo per la tua carriera?
Dal punto di vista scientifico sono affezionato ai primi lavori, che ho fatto con i miei "advisors" del Politecnico e della Virginia Tech: in particolare tengo molto a quelli svolti con il Prof. Chiocchia del Politecnico di Torino in una co-supervisione con il Prof. Librescu, che nel 2007 è riuscito a mettere in salvo i suoi studenti durante la sparatoria proprio alla Virginia Tech, nella quale lui è purtroppo rimasto vittima. Io mi trovavo già alla Clarkson University e ricevere questa notizia è stato un momento molto brutto per me.

Uno dei miei sogni era quello di lavorare per la NASA e durante gli anni in Virginia l’ho realizzato. Ne sono stato molto felice. In generale in ogni lavoro sento di aver partecipato a qualcosa che potrà essere utile in futuro.

Quale pensi che sia la differenza tra le università Americana ed Australiana rispetto alla nostra?
In Italia c’è molta formazione teorica, una delle migliori. Il contatto con il docente non è così forte come nelle università americane o australiane. Negli USA ho visto le cose cambiare negli anni: adesso c’è un nuovo tipo di insegnamento, nel quale lo studente deve essere stimolato negli aspetti tecnici, ma ci si aspetta che sia autonomo. Forse la formazione tecnica non è cosi approfondita come in Italia e l’educazione professionale è molto pratica sia in America che in Australia. Il bilancio è che ovviamente entrambe le formazioni sono utili, soprattutto quella teorica, più difficile da colmare se si è carenti.